L’edificio di età repubblicana, sorto nel II sec. a.C. e distrutto da un incendio nel secolo successivo, presentava un ampio cortile porticato (peristilio) attorno al quale si disponevano, probabilmente su due piani, gli ambienti destinati ad abitazione, alla lavorazione ed allo stoccaggio dei prodotti agricoli, al deposito di attrezzi (gli ambienti relativi all’attività produttiva della fattoria sono stati riconosciuti sul lato est).
Già nella prima età imperiale sul sito fu costruita una nuova fattoria che si sovrappose parzialmente alle strutture precedenti, recuperandone parte delle tegole e delle pietre. Sono stati messi in luce due ambienti del lato occidentale: uno adibito a torcularium e l’altro, attiguo, con una vasca di decantazione. L’ambiente adibito alla spremitura di uva e, probabilmente, anche di olive, presenta la pavimentazione resa impermeabile con cocciopesto che risale verso le pareti, anch’esse rivestite con la stessa tecnica, tramite un cuscino con sezione a quarto di cerchio (pulvinus); rimangono inoltre il lapis pedicinus (cm 1, 29 X 54) cioè la pietra con gli incavi per l’alloggiamento degli arbores del torchio e la canaletta per il deflusso del liquido di spremitura. Nel secondo ambiente è stata ricavata una vasca di decantazione, anch’essa rivestita di cocciopesto. Resti di canalette e di fistole plumbee fanno supporre l’esistenza di altre vasche negli ambienti attigui non scavati. All’interno del grande cortile porticato sono stati inoltre individuati i resti di due fornaci per laterizi a pianta circolare e con un diametro di circa 3 metri, impiantate sullo strato di crollo della villa repubblicana. Le strutture della villa rustica di età imperiale sono state riconosciute anche immediatamente ad ovest dell’area di scavo, al di sotto della moderna casa attigua, come attestano i materiali affioranti dal terreno circostante, fra cui mattoncini riferibili a pavimenti in opus spicatum. Fine -